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Stampante 3D, quali sono le migliori di fine 2020?

Avrete sicuramente sentito parlare della stampa 3D.

Questa nuova tecnologia sta diventando molto celebre negli ultimi anni e hanno difatti rivoluzionato l’intero settore. La stampante 3D non è altro che uno strumento che riesce a realizzare oggetti tridimensionali grazie alla produzione additiva a settori.

Prendono questo nome particolare proprio perché utilizzano una tecnica molto simile a quelle delle stampanti al laser per dare vita ai progetti.

Ovviamente vengono utilizzati dei software appositi che poi trasmettono i dati e permettono la realizzazione fisica. Come per le stampanti a laser, importante è una testina che lavora e serve a riprodurre quanto si vuole. Al giorno d’oggi si riescono a riprodurre una serie di oggetti davvero incredibile, di dimensioni anche considerevoli. Sicuramente nella scelta della nostra stampante 3D dobbiamo considerare alcuni fattori essenziali.

Per esempio le dimensioni: si tratta di strumenti che possono occupare molto spazio. Oltre a questo, il fatto che si tratti di strumenti anche abbastanza rumorosi, ecco perché la scelta della stanza adatta è molto importante. Va precisato inoltre che non tutti i file si possono stampare, ma solo quelli che solitamente hanno estensione .stl.

Bisogna anche informarsi precisamente su quali materiali si possono usare per una determinata stampante e quali no. A prescindere da queste informazioni, sarebbe ottimo avere le idee chiare su quali siano i migliori modelli in commercio in questo fino 2020.

Migliori stampanti 3D di questo fine anno

Con il team competente e professionale di 3D-Lover.it, uno tra i migliori portali in Italia per quanto riguarda Stampante 3D Stampa 3D in Italia, abbiamo deciso di analizzare le caratteristiche dei modelli migliori in commercio attualmente, per quanto riguarda questo fine 2020.

Giantarm Stampante Desktop 3D 

Il primo che va sicuramente citato è questo modello. Si tratta di una stampante 3D molto facile da usare, funzionale ed intuitiva. Si può benissimo prestare per permettere ad un utente inesperto di fare esperienza. Ovviamente è dotata di tutte le certificazioni CE e FCC. Pesa 9 kg circa e supporta i filamenti PLA e ABS.  Non c’è bisogno di particolari preparazioni una volta scartata. Le calibrazioni sono superflue, visto che si tratta di un prodotto pronto all’uso. Non c’è portarotolo integrato, quindi bisogna cercare una posizione adeguata all’uso. Si tratta di una struttura molto stabile, resistente e sicuramente non così ingombrante (si parla di 160x160x160 mm per quanto riguarda il volume di stampa). Raggiunge la bellezza di 240°C con l’estrusore, il piano di stampa invece raggiunge i 110°C. 

Geeetech Prusa I3 Pro B Stampante 3D

Ecco un altro prodotto di eccellente fattura. Si tratta di una delle stampanti 3D maggiormente consigliate per rapporto qualità prezzo. Si serve di filamenti in PLA e ABS. Il pacchetto include anche un kit con tutti i pezzi da poter montare facilmente. Non è già assemblata, ma è veramente facile ad assemblare: basta soltanto del tempo da dedicarci. Il manuale di istruzioni spiega tutto al meglio. Si tratta di un ottimo prodotto per chi non vuole investire troppi soldi ma ottenere uno strumento di qualità rilevante. Il margine di errore nel posizionamento dell’ugello sui tre assi X,Y e Z si attesta tra i 0,1 e 0,3 mm. Il telaio è in acrilico, ma in generale la struttura è sicuramente molto resistente. Importante è la fase di montaggio per dare stabilità. In generale è un eccellente prodotto per realizzare piccoli oggetti. Per quanto riguarda le dimensioni, senza bobina siamo sui 45 x 44 x 44 cm, con rocchetto 45 x 44 x 68 cm.

Zortrax M200 Stampante 3D Single Extrude

Impossibile poi non citare questa stampante 3D. Si tratta di un modello professionale, che è dotato di una struttura molto solida, in metallo, al contempo anche molto elegante. Presente il sistema di calibrazione automatico, che consente un utilizzo immediato, senza impostare parametri particolari. Ovviamente ha un prezzo sicuramente più elevato delle precedenti, ma è un prodotto eccellente. Si può usare con diversi materiali, tra questi ABS, Nylon, PLA, PC. La temperatura raggiunta è di circa 100°C. Si può anche sfruttare il programma Z-Suite per cercare di capirne a fondo il funzionamento. Il fatto che la calibrazione sia automatica, però, aiuta tantissimo chi si avvicina per la prima volta alla stampa 3D. 

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Diffusore oli essenziali: fa male alla salute?

Un buon diffusore di oli essenziali è pericoloso per la salute? No, non è pericoloso. Non c’è uno studio preciso su questo aspetto, potrebbero essere pericolosi solo alcuni prodotti.

Tanto se ne è discusso e tanto se ne discute di questo argomento. Noi, proviamo a fare chiarezza in questo approfondimento. Cominciano proprio nello spiegarti cosa sono. Perché è da qui che bisogna partire.

Cosa sono gli oli essenziali

Innanzitutto c’è da dire che gli oli essenziali sono dei composti che hanno una origine vegetale. Servono, infatti, per dare a un prodotto specifico degli odori e dei profumi diversi da quelli che emana di solito. 

Conferiscono, quindi, quell’aroma che dà un qualcosa in più all’oggetto che hai di fronte. Senza dover menzionare termini tecnici, possiamo dire, per semplificare, che gli oli essenziali sono un mix di più molecole che, poi, producono l’effetto desiderato.

In questo modo, quindi, riversano sull’esterno il risultato di questo mix: appunto, un profumo assolutamente invidiabile.

Come usare gli oli essenziali

Molto spesso, quando si dice che gli oli essenziali fanno male, non si parla del loro utilizzo errato. Ecco, questo è un tema molto importante perché, come spesso succede, un oggetto se usato in maniera sbagliata può portare con sé delle piccole conseguenze.

Primo tra tutti, ad esempio, bisogna vedere se i composti con cui viene realizzato un olio essenziale possono essere allergici per te. Ciò significa che basta leggere con un minimo di attenzione gli elementi di cui è composto per poter essere tranquilli. 

Se vuoi essere sicuro, puoi anche fare dei piccoli testi e capire se è tutto ok.

Un altro uso corretto degli oli essenziali è quello di fare attenzione all’uso. Con molta leggerezza, tante volte se ne fa anche un uso orale. Prima di ciò, è importante magari consultare il proprio medico di base per comprendere se davvero può essere utilizzato in questo modo.

A talune condizioni, come ad esempio se si è sottoposti a delle terapie o comunque c’è una gravidanza in corso. Ciò per due motivi: il primo è che, ovviamente, se sei allergico a qualcosa e sei anche in condizioni particolari, potresti avere delle piccole controindicazioni.

Il secondo è che, comunque, potrebbe interferire con i farmaci che stai assumendo rendendo vano il loro effetto o anche dannoso. 

I benefici degli oli essenziali

Una volta che ha preso le minime e dovute precauzioni, non dovrai affatto preoccuparti. I benefici degli oli essenziali sono davvero notevoli. Uno per tutti: la deumidificazione del tuo ambiente. In questo modo, infatti, l’aria diventa molto più pulita e, anzi, le micropolveri che di solito accompagnano gli ambienti, tendono a scomparire. 

C’è chi dice che potrebbero esserci delle irritazioni agli occhi o al naso: al netto, magari, di allergie di cui abbiamo già parlato, è importante, ovviamente, non ‘esagerare’ con la quantità.

È ovvio che se esageri, il tuo corpo percepisce l’aroma come qualcosa di ‘estraneo’. E, si sa, quando l’organismo nota qualcosa di estraneo tende a espellerlo.

Ma, comunque, le proprietà benefiche sono molto utili per tutte le tue camere. Infatti, soprattutto se vivi in ambienti che devi avere per lungo tempo chiusi, puoi sanarli senza dover perdere troppo tempo. Le proprietà antibatteriche degli oli essenziali rendono la stanza molto più pulita. Come puoi immaginare, un ambiente pulito garantisce anche un certo benessere psico-fisico.

Un ambiente studiato per rilassare chi lo vive è importantissimo anche per aumentare la propria concentrazione. Dopo aver capito come studiare bene e con maggiore rapidità, è importante anche trovare il luogo giusto per farlo al meglio.

Inoltre, non bisogna affatto dimenticare l’estetica. Rispetto a un tempo, infatti, i design di questi prodotti sono molto cambiati e sono diventati molto più vari. Indipendentemente se vivi in un ambiente classico o moderno, troverai sicuramente il modello più adatto a te. 

I modelli più innovativi, infine, lasciano anche una scia di calore davvero niente male. Molto utile nei mesi invernali, riesce a rendere equilibrata l’aria che circola. Da un lato, infatti, avrai un certo torpore e, dall’altro, non sentirai lo sbalzo di temperatura mentre sarai fuori. 

Insomma, come hai potuto notare, gli oli essenziali non sono dannosi di per sé. Semplicemente, un uso corretto porta con sé dei grossi benefici. Prova ad acquistarne qualcuno e percepirai la differenza. 

Siamo sicuri che non ne potrai fare a meno. Perché riescono a darti quel ‘quid’ in più che cercavi da tempo per poter rendere unici i tuoi spazi.

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Finanziamenti a Fondo Perduto, cosa è cambiato dopo il decreto rilancio

Premessa: è sempre difficile ottenere un finanziamento a Fondo Perduto. Soprattutto di questi tempi. Però, con il decreto Rilancio, si è cercato di mettere una toppa a una situazione economica non certo facile per via della pandemia.

Infatti, sono cambiate un bel po’ di cose in merito a ciò. Andiamo a vedere!

Chi può accedervi

Non tutti, ovviamente, possono accedere al finanziamento a Fondo Perduto. Infatti, prima di tutto è necessario avere una regolare partita IVA. Partita IVA che, però, deve riguardare attività d’impresa, di lavoro autonomo oppure il settore agrario. 

Invece, non possono fare richiesta di un finanziamento coloro che hanno chiuso l’attività il giorno in cui vorrebbero presentare l’istanza, gli Enti Pubblici, gli intermediari e coloro che percepiscono le varie indennità derivanti dal Covid-19.

Ancora: non possono fare richiesta di accesso tutti i dipendenti e i professionisti che sono iscritti a enti previdenziali di diritto privato. 

Le condizioni per accedervi

Fatta la dovuta distinzione tra i vari liberi professionisti, muniti di partita IVA, è necessaria fare una ulteriore cernita. Significa che ciò che abbiamo sopra è la condizione necessaria ma non sufficiente per poter accedere al finanziamento.

Infatti, bisogna anche rispettare dei parametri economici. E ciò viene ben specificato nella legge. Coloro che, nel 2019, hanno avuto dei ricavi o dei compensi superiori a 5 milioni di euro sono fuori. Sono dentro, invece, coloro che ad aprile 2020 abbiamo avuto un crollo del fatturato di almeno i 2/3 rispetto allo stesso mese del 2019.

Non è tutto. Se non hai questi requisiti ma hai cominciato un’attività dal primo gennaio 2019, puoi comunque effettuare la richiesta. Un’altra condizione è anche quella di avere il domicilio in tutte quelle zone dichiarate zona rossa prima del lockdown totale. 

A quanto ammonta il contributo

Ci rientri? Benissimo, ora vorrai sapere a quanto ammonta il contributo. Al di là di tutto il linguaggio burocratico, proviamo a spiegartelo noi in parole semplici. Il finanziamento a fondo perduto non è fisso ma viene calcolato in base a una percentuale sulla differenza tra il fatturato (e i corrispettivi) dell’aprile 2020 rispetto a quelli di aprile 2019.

Anche la percentuale cambia a seconda di determinate condizioni. Si arriva al 20% se i ricavi non superano i 400mila euro nel periodo di imposta 2019. La percentuale scende del 15% se sei nella fascia tra i 400mila e il milione di euro. Mentre si arrivava al 10% tra il milione e i 5 milioni di euro. 

In ogni caso, però, c’è una base minima sotto la quale non si può scendere: il finanziamento non può essere inferiore ai 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per tutte le altre categorie. Ovviamente, i soldi che riceverai non faranno reddito e, praticamente, a fini fiscali è come se non esistessero. 

Come si fa la domanda

Passiamo, ora, all’ultimo punto. Fare la domanda per il finanziamento a Fondo Perduto non è semplice. E, per questo, si sono generate un bel po’ di polemiche. Innanzitutto, c’è da dire che l’organo di controllo sarà l’Agenzia delle Entrate. Infatti, tutte le persone che vorranno aderire all’iniziativa dovranno, entro 60 giorni dall’avvio della pratica, fare un’istanza proprio all’Agenzia delle Entrate per segnalare che si posseggono tutti i requisiti. 

La segnalazione deve essere fatta in via telematica. Inoltre, bisogna anche fare l’autocertificazione di essere in regola con le normative antimafia. Per velocizzare il tutto, il Ministero dell’Interno, quello delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate hanno definito dei protocolli di intesa, in modo che la liquidità possa arrivare subito. 

Se, però, l’Agenzia delle Entrate dovesse notare delle irregolarità dal punto di vista fiscale, verrà immediatamente bloccata la somma e si avvieranno le procedure di recupero dei soldi. Nel caso di un’autocertificazione antimafia falsa, si rischia la reclusione fino a 6 anni. Oltre, ovviamente, alla restituzione dei soldi. 

I soldi richiesti arriveranno dall’Agenzia delle Entrati direttamente sul conto corrente bancario o postale che deve essere intestato al beneficiario. 

Come abbiamo visto, ottenere un prestito a fondo perduto non è molto semplice, ma con le dovute accortezze è possibile farlo. Se rientri nei requisiti, sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire questa occasione di ‘respiro’ per le tue finanze.

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Le migliori VPN: ecco come sceglierle

Praticamente tutti ne avrete sentito parlare, l’avete sentita nominare almeno una volta, ma probabilmente non sapete cosa sia di preciso. Ecco perché siamo qui per aiutarvi.

Stiamo parlando delle VPN (ti lascio un’ottima classifica delle migliori VPN del mese), le reti private che si stanno diffondendo tanto negli ultimi tempi e che per qualcuno sembra siano diventate imprescindibili. Ma di cosa si tratta di preciso?

Scopriamolo insieme!

Che cos’è una rete VPN

VPN sta per Virtual Private Network, ed indica una rete privata virtuale che riesce a garantire massima sicurezza, privacy e quindi anonimato per quanto riguarda la navigazione in internet.

La VPN sfrutta un canale di comunicazione apposito, il quale si fonda su una infrastruttura di rete che in realtà è pubblica. La rete in questione è capace di criptare il traffico in internet e quindi rendere la propria identità online assolutamente anonima.

La rete VPN è capace di nascondere in maniera pratica il proprio indirizzo IP quando si naviga in internet: il traffico dati, le informazioni personali, tutto ciò che si sta facendo online rimane assolutamente anonimo e soprattutto viene nascosto all’azione dei criminali informatici, i cosiddetti hacker. 

Le VPN riescono a creare dei collegamenti particolari, ovviamente virtuali, per accedere alle credenziali private da usare: la connessione sicura, infatti, riuscirà a connettersi ad uno dei server VPN appositi che fungerà da filtro, per poi farvi collegare normalmente ad internet. Un’operazione che ovviamente è praticamente automatica, ma rende ancora più chiari i funzionamenti di questo tipo di connessione sicura. La VPN, come detto, è sempre anonima e sicura. Difatti, presenta delle particolari similitudini con la rete locale privata LAN, soltanto che si parla in ambiti molto più ampi. I pacchetti di dati vengono trasferiti nell’ordine di paesi e nazioni intere. 

Quando si usano le VPN?

Ma quand’è che sarebbe d’uomo utilizzare delle connessioni VPN? Le ragioni sono molteplici, ma va detto che principalmente le connessioni di questo tipo vengono utilizzate prevalentemente in ambito aziendale e per quanto riguarda l’amministrazione pubblica. Sono connessioni molto meno costose e garantiscono totale sicurezza.

La VPN è utilizzabile sfruttabile anche a distanza, ecco perché molte aziende l’adoperano per i loro dipendenti, i quali magari lavorano in smartworking.

Ma non solo aziende, le VPN stanno spopolando anche tra i privati. Questo perché navigare in rete può riservare delle brutte sorprese e molte più persone hanno deciso di tutelarsi: in tanti, infatti, hanno deciso di affidarsi ad una VPN per poter navigare in sicurezza. Ma non è tutto.

Le VPN, a parte il discorso legato alla sicurezza, permettono un altro vantaggio da non sottovalutare: stiamo parlando del geoblocking. Queste, infatti, permettono di aggirare le restrizioni geografiche, consentendo l’accesso ad internet da qualsiasi parte del mondo, a prescindere dal Paese d’appartenenza.

Altro servizio che viene reso disponibile è quello di poter scegliere tra i protocolli disponibili per la connessione. 

Come scegliere

Le VPN si suddividono in due categorie, ovvero quelle ad “accesso remoto” e quelle “site-to-site”.  Scegliere tra le migliori Vpn può essere arduo, ma è importante tenere a mente questa distinzione.

Le prime sono connessioni ad accesso remoto che permettono agli utenti di accedere ad un server di una rete privata semplicemente attraverso la rete internet.

Questa permette una connessione sicura e privata. Nella fattispecie, può essere usata per connettersi al server dell’azienda per cui si lavora e trovare tutti i dati e i file utili a lavorare a distanza.

Il secondo casi, invece, viene utilizzato principalmente per connettersi ad una rete privata attraverso un router personalizzato e quindi privato: ogni sede da utilizzare, quindi, necessiterà di un router personalizzato adatto allo scopo. Insomma, si può ottenere una connessione totalmente sicura, posizionando un router nelle sedi interessate.