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Truffe dei prestiti personali: come evitarle al 100% – la guida di Prestitisenzabusta.it

Anche nelle zone più ricche si sente la crisi economica. Inutile negarlo: il Covid-19 ha messo in ginocchio migliaia di aziende, anche nelle aree più produttive. Però, oltre a ciò, si è creato un altro effetto: il possibile aumento di truffe inerenti i prestiti personali.

Ci sta, manca la liquidità e le persone in un certo qual modo devono trovare i soldi per andare avanti. E, proprio per questo, abbiamo preparato una guida per te. In modo da farti evitare possibili fregature.

Occhio ai prestiti troppo facili

Con il team di PrestitiSenzaBusta.it (https://www.prestitisenzabusta.it/) abbiamo deciso di scrivere questa guida sul “come evitare le truffe quando si chiede un prestito personale”.

Sì, perché purtroppo stanno crescendo le ‘proposte’ che hanno come ultimo fine proprio quello di approfittare di alcune condizioni sfavorevoli per le persone. Il primo indizio che devi tenere bene in mente è quello di non abboccare all’amo di prestiti troppo facili.

Visto che oggi le garanzie certe possono darle soltanto i dipendenti pubblici, per aumentare la platea di mercato, molte persone invogliano alle richieste di prestiti personali offrendo delle condizioni davvero alla portata di tutti.

Magari, infatti, sono disposti – sulla carta ovviamente – a erogare cifre molto sostanziose anche a chi è un lavoratore precario o ha perso il posto di lavoro. Capiamo, ovviamente, la situazione però ti consigliamo di non cadere in questo tranello.

Nessuno fa niente per niente e, quindi, se trovi tassi bassissimi e condizioni così incredibili, ti consigliamo di tenere aperti tutti e due gli occhi. La truffa potrebbe essere dietro l’angolo. E, una volta che sei truffato, è davvero difficile riparare al danno.

Sappi sempre che i prestiti vengono erogati quando si ha la quasi certezza che i soldi possano essere restituiti.

Promesse irrealizzabili

Più c’è disperazione, più si abbocca alle promesse irrealizzabili. È un fattore psicologico: soprattutto quando la situazione è difficilissima, si cerca una via d’uscita. Anche quella più semplice. A cui, magari, non avremmo mai abboccato in condizioni ‘normali’.

Se leggi di erogazione del prestito in 24 ore, se leggi che c’è un customer care attivo h24, se vedi che puoi ambire a strappare ancora più soldi, con rate basse fermati. Pensaci prima e valuta bene il da farsi. Il discorso, infatti, è molto semplice: le promesse allettano. E più si fa sognare una persona e più quella persona potrebbe pensare davvero di essere vicina al sogno.

Ecco, in quel caso, valuta bene. E presta la massima attenzione.

Ti chiedono somme ‘sospette’ iniziali

Molte volte capita. Non soltanto nell’ambito dei prestiti. Ma anche in diversi ambiti. Praticamente, tu leggi che sì ci sono tutte le condizioni possibili per chiedere il prestito. Magare quel portale, quell’ente si mette a tua completa disposizione e asseconda tutte le tue richieste.

Però c’è un piccolo problema: ti chiede una somma iniziale ‘sospetta’. Premessa: chiedere un prestito non è gratis. Ci sono delle spese burocratica che, per la gran parte delle volte, sono a carico della persona che le ha chieste.

Ma, comunque, stiamo parlando prima di tutto di cifre relative piccole e, poi, quando il prestito davvero c’è, viene spiegato tutto nel minimo dettaglio.

Invece, quando c’è una truffa in corso, le motivazioni sono molto generiche e rientrano sotto un’unica voce. Ecco, più si è generici e più che qualcosa che non va.

Si trovano recensione troppo ‘pilotate’

Non ci sono solo Amazon, TripAdvisor e chi più ne ha più ne metta a essere soggetti al dilemma delle recensioni false. Ma, ormai, è un tema che riguarda più ambiti. Comprendendo, purtroppo, anche quello dei prestiti. Sì, perché i prestiti truffa hanno spesso successo grazie alle tante recensioni pilotate che possono essere messi online.

Tutti lo facciamo: prima di andare in un hotel o un ristorante, setacciamo tutto il mondo di internet per trovare il parere di chi ci è già stato. E, spesso, siamo vittime di recensioni che non corrispondono al vero.

Il problema, però, è riconoscere eventuali recensioni pilotate proprio per indirizzare i poveri malcapitati. Beh, innanzitutto c’è da dire che se vedi solo recensioni positive allora paradossalmente dovresti preoccuparti. Il prodotto può essere la perfezione, ma ci sarà almeno uno che non si è trovato bene. Impossibile avere il massimo su centinaia e centinaia di recensioni.

Inoltre, controlla anche la qualità di ciò che viene scritto: dall’italiano al fatto se entra o meno nei dettagli. In questo modo potrai difenderti e prevenire eventuali truffe. Di questi tempi, è sempre meglio cautelarsi. 

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Come scegliere il miglior corso di Inglese in assoluto del 2020

Non hai idea di come scegliere il corso di inglese più adatto alle tue esigenze? Come darti torto, d’altronde oltre alla difficoltà di selezione per via della molteplicità che trovi online, la parte più complessa è individuare quello più strutturato e con il miglior metodo di apprendimento.

Ma noi ti vogliamo dare un aiuto proprio per questo motivo, infatti in questa guida ti sveleremo quali sono i fattori da analizzare per poter studiare dal miglior corso di inglese in assoluto!

Esistono dei corsi d’inglese gratis veramente ottimi e ben realizzati, in grado di insegnarti a parlare questa nuova lingua con esempi pratici e molto semplici. 

Quale corso di inglese scegliere? 5 Trucchi per decretare il migliore

Prima di partire con il primo suggerimento utile che ti darà un’idea su quale corso di inglese scegliere, ciò che deve stare alla base è l’insegnante. Non importa l’età, ma quanta voglia abbia di farti apprendere correttamente questa nuova lingua straniera.

Se si trattasse del tipico professore che ti dice di aprire una pagina del libro e fare gli esercizi, ti sveliamo già a monte, che con molta probabilità non imparerai l’inglese. Piuttosto individua quello che cambia sempre metodo, cerca l’innovazione per migliorare l’apprendimento e soprattutto, che si dedichi alla comunicazione verbale.

D’altronde secondo degli studi, il miglior investimento personale è l’apprendimento di lingue straniere. Ciò ti aiuterà a migliorare il tuo futuro ed avere più possibilità nell’ambito di lavoro ma anche per una propria cultura.

Evita i corsi di massa

Quale miglior corso di inglese se non uno individuale? Se ne avessi l’opportunità, la prima scelta dovrà ricadere su una formazione one to one. Il motivo è piuttosto semplice, più compagni di classe siete, più aumenterà la difficoltà di apprendimento e la possibilità di poter fare domande all’insegnante.

Per apprendere una lingua straniera è essenziale l’interazione, al quanto impossibile se in un corso foste numerosi. Il numero ideale di partecipanti dovrebbe essere non superiore a 10. Cosicché anche formando le coppie, vi è più possibilità di comunicare in inglese e chiedere curiosità al professore.

Le attività proposte fanno al caso tuo?

Ogni formatore ha un suo metodo di insegnamento, ma non è detto che quest’ultimo possa piacerti o fare al caso tuo. Quindi informati sulle attività che troverai all’interno del corso di inglese, perché al di là quanto possano essere efficaci, se le ritieni inutili in partenza o che non ti facciano sentire a tuo agio, è inutile iniziare.

Poi potrebbe capitare che iniziandole inizino a piacerti, in questo caso sarebbe opportuno fare una simulazione (anche breve) ma gratuita, in modo tale che tu riesca a valutare con la pratica. Essenziale è il livello richiesto, non avrebbe senso entrare in un B2 se a malapena tu abbia un A2.

Certificazioni e scadenze: cosa valutare

Sei ancora indeciso su come scegliere il miglior corso di inglese? Non farti abbindolare dalle certificazioni. Dietro tale attestato c’è un vero e proprio business. Ci sono scuole di formazione che aumentano il costo soltanto per rilasciarti la qualifica del livello raggiunto.

È certamente importante che il professore ti insegni davvero quel livello che puoi raggiungere, ma le certificazioni potrebbero esserlo limitatamente. Tali attestati hanno delle scadenze, quindi perché pagare di più se tra un anno probabilmente non ti valgono più?

Quello che vogliamo dirti è che al di là di quale corso tu scelga, per conseguire una certificazione che poi potrebbe diventare carta straccia, non c’è bisogno che tu scelga quello a costi maggiori soltanto per questo attestato, che di per sé potresti conseguire anche comodamente da casa tua e con i tuoi materiali personali.

Meglio un corso di inglese in Italia o all’estero?

Neppure il miglior corso di inglese potrà mai essere paragonato all’esperienza immersiva di un percorso dal vivo. Ci sono tanti istituti scolastici, che offrono opportunità dirette (come il gemellaggio) affinché tu possa apprendere più velocemente possibile.

L’età non conta neanche in questo caso, tali formazioni sono aperte a tutte. Questa tipologia di formazione funziona in maniera semplice: si svolgono all’estero, in una città raggiungibili più o meno da tutte le persone provenienti da ogni parte del mondo e si comunica e ci si diverte.

Il programma ideale è studiare al mattino e poi nel resto della giornata, conseguire attività ludiche o semplici passatempi, in cui si conversa e quindi impara.

Comincia a farti padrone della lettura e la comunicazione

Quale corso di inglese scegliere come ultimo aspetto? Sicuramente uno che ti dia la possibilità di poter scrivere e comunicare. Due aspetti che devono andare da pari passo. Non aver timore di provare, fallo pur essendo consapevole di poter sbagliare.

Oltre alla formazione che stai seguendo, sarebbe opportuno cominciare a seguire serie TV, film e documentari in lingua straniera. Se avessi difficoltà, inizialmente aiutati con i sottotitoli. Non dimenticare infine, di andare nei forum e cominciare a scrivere in inglese e su temi di cui adori parlare.

Ora ti è chiaro come scegliere il miglior corso di Inglese in assoluto del 2020? Non dimenticare di valutare il tuo livello iniziale tramite un test gratuito. Sono molti i corsi ed istituti formativi che lo mettono a disposizione.

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Diffusore oli essenziali: fa male alla salute?

Un buon diffusore di oli essenziali è pericoloso per la salute? No, non è pericoloso. Non c’è uno studio preciso su questo aspetto, potrebbero essere pericolosi solo alcuni prodotti.

Tanto se ne è discusso e tanto se ne discute di questo argomento. Noi, proviamo a fare chiarezza in questo approfondimento. Cominciano proprio nello spiegarti cosa sono. Perché è da qui che bisogna partire.

Cosa sono gli oli essenziali

Innanzitutto c’è da dire che gli oli essenziali sono dei composti che hanno una origine vegetale. Servono, infatti, per dare a un prodotto specifico degli odori e dei profumi diversi da quelli che emana di solito. 

Conferiscono, quindi, quell’aroma che dà un qualcosa in più all’oggetto che hai di fronte. Senza dover menzionare termini tecnici, possiamo dire, per semplificare, che gli oli essenziali sono un mix di più molecole che, poi, producono l’effetto desiderato.

In questo modo, quindi, riversano sull’esterno il risultato di questo mix: appunto, un profumo assolutamente invidiabile.

Come usare gli oli essenziali

Molto spesso, quando si dice che gli oli essenziali fanno male, non si parla del loro utilizzo errato. Ecco, questo è un tema molto importante perché, come spesso succede, un oggetto se usato in maniera sbagliata può portare con sé delle piccole conseguenze.

Primo tra tutti, ad esempio, bisogna vedere se i composti con cui viene realizzato un olio essenziale possono essere allergici per te. Ciò significa che basta leggere con un minimo di attenzione gli elementi di cui è composto per poter essere tranquilli. 

Se vuoi essere sicuro, puoi anche fare dei piccoli testi e capire se è tutto ok.

Un altro uso corretto degli oli essenziali è quello di fare attenzione all’uso. Con molta leggerezza, tante volte se ne fa anche un uso orale. Prima di ciò, è importante magari consultare il proprio medico di base per comprendere se davvero può essere utilizzato in questo modo.

A talune condizioni, come ad esempio se si è sottoposti a delle terapie o comunque c’è una gravidanza in corso. Ciò per due motivi: il primo è che, ovviamente, se sei allergico a qualcosa e sei anche in condizioni particolari, potresti avere delle piccole controindicazioni.

Il secondo è che, comunque, potrebbe interferire con i farmaci che stai assumendo rendendo vano il loro effetto o anche dannoso. 

I benefici degli oli essenziali

Una volta che ha preso le minime e dovute precauzioni, non dovrai affatto preoccuparti. I benefici degli oli essenziali sono davvero notevoli. Uno per tutti: la deumidificazione del tuo ambiente. In questo modo, infatti, l’aria diventa molto più pulita e, anzi, le micropolveri che di solito accompagnano gli ambienti, tendono a scomparire. 

C’è chi dice che potrebbero esserci delle irritazioni agli occhi o al naso: al netto, magari, di allergie di cui abbiamo già parlato, è importante, ovviamente, non ‘esagerare’ con la quantità.

È ovvio che se esageri, il tuo corpo percepisce l’aroma come qualcosa di ‘estraneo’. E, si sa, quando l’organismo nota qualcosa di estraneo tende a espellerlo.

Ma, comunque, le proprietà benefiche sono molto utili per tutte le tue camere. Infatti, soprattutto se vivi in ambienti che devi avere per lungo tempo chiusi, puoi sanarli senza dover perdere troppo tempo. Le proprietà antibatteriche degli oli essenziali rendono la stanza molto più pulita. Come puoi immaginare, un ambiente pulito garantisce anche un certo benessere psico-fisico.

Un ambiente studiato per rilassare chi lo vive è importantissimo anche per aumentare la propria concentrazione. Dopo aver capito come studiare bene e con maggiore rapidità, è importante anche trovare il luogo giusto per farlo al meglio.

Inoltre, non bisogna affatto dimenticare l’estetica. Rispetto a un tempo, infatti, i design di questi prodotti sono molto cambiati e sono diventati molto più vari. Indipendentemente se vivi in un ambiente classico o moderno, troverai sicuramente il modello più adatto a te. 

I modelli più innovativi, infine, lasciano anche una scia di calore davvero niente male. Molto utile nei mesi invernali, riesce a rendere equilibrata l’aria che circola. Da un lato, infatti, avrai un certo torpore e, dall’altro, non sentirai lo sbalzo di temperatura mentre sarai fuori. 

Insomma, come hai potuto notare, gli oli essenziali non sono dannosi di per sé. Semplicemente, un uso corretto porta con sé dei grossi benefici. Prova ad acquistarne qualcuno e percepirai la differenza. 

Siamo sicuri che non ne potrai fare a meno. Perché riescono a darti quel ‘quid’ in più che cercavi da tempo per poter rendere unici i tuoi spazi.

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Growth Hacker, chi è e cosa fa in una strategia di Marketing?

Con lo sviluppo sempre più crescente del digital, continuano a nascere nuove figure che possono far svoltare il fatturato di un’azienda. Tra queste, spicca quella del Growth Hacker. 

Una persona che si sta rivelando sempre più decisiva per le sorti di un’impresa. Ma chi è e cosa un Growth Hacker? Te lo spiegheremo in questo approfondimento, aiutandoci con persone esperte del settore.

Chi è il Growth Hacker

Con i ragazzi di IlMarketer.com abbiamo provato a descrivere questa figura del Growth Hacker, tanto complessa quanto fondamentale in una strategia di marketing digitale.

Questa figura ti aiuta a crescere. Certo, detta così forse ti dirà poco. Ma non è certamente un caso che proprio ‘growth’ in inglese voglia dire ‘crescita’. In pratica, ti aiuta a rendere più fluidi e sciolti tutti quei procedimenti che tu attui per guadagnare e incrementare i tuoi utili.

Sfatiamo, però, un mito: questo professionista non è che deve saper fare tutto. Nel campo del digital, non troverai mai nessuno che abbia mega competenze in tutte le aree che comprendono il web. Semplicemente, ha soprattutto un ruolo di coordinamento e dirigenziale per organizzare al meglio tutto il lavoro.

Si interfaccia con le varie dinamiche aziendali e prova a costruire uno schema che possa abbattere i costi e aumentare i guadagni. Attenzione però: dando per scontato che debba conoscere tutti i processi aziendali e il prodotto stesso, il suo scopo non è solo quello di trovare l’idea migliore per pubblicizzarlo.

Ma, anzi, deve praticamente avviare una vera e propria rivoluzione all’interno dell’azienda, in modo da renderla unica nel suo genere e farla spingere sull’acceleratore. In modo, appunto, che possa crescere in maniera vertiginosa. 

Cosa fa il Growth Hacker

Una volta chiarito il ruolo del Growth Hacker, è necessario capire cosa fa. Perché solo capendo come svolge il suo lavoro tu puoi comprenderne l’importanza. Innanzitutto, è una persona che si occupa anche di programmazione e deve riuscire a gestire lo stress.

Infatti, non devi assolutamente pensare che la ‘normalità’ sia budget infinito (in particolare di questi tempi) ma, anzi, le risorse spesso sono molto limitate. Ed è proprio questo il punto: deve avere la capacità di ottenere risultati anche quando i soldi sono pochi.

Anzi, soprattutto quando i soldi sono pochi. Proprio per questo, deve conoscere tutti i processi più importanti che riguardano il mercato digitale e riuscire a ottenere i risultati desiderati in breve tempo.

Ma quali sono questi risultati? Semplice: aumentare il traffico del proprio sito. Ma non traffico qualunque: un traffico che deve portare a delle conversioni. Che siano acquisti di un prodotto, numeri di telefono o altro ancora. Possiamo dire, in altre parole, che il Growth Hacker è quello che ha una marcia in più quando il terreno è sconnesso (se c’è un’autostrada deserta tutti più o meno sanno fare il proprio lavoro). Cioè, in sintesi, quando devi coordinare un gruppo di lavoro. Quando c’è una fortissima concorrenza. Quando i tempi sono limiti. Quando le risorse non sono più quelle di un tempo. 

Perché è fondamentale

A questo punto, è fondamentale chiudere il nostro approfondimento nel passarti la consapevolezza del ruolo assolutamente indispensabile che ha il Growth Hacker.

Infatti, questa figura ti servirà soprattutto in tempi di emergenza – e, purtroppo, nel 2020 ce ne stati fin troppi – poiché riuscirà sicuramente a trovare quella via d’uscita che tu, da solo, probabilmente non riesci a trovare.

Ma non perché tu non sia in grado. Perché c’è bisogno di avere alcune competenze nel settore digital che non si formano da un giorno all’altro. Necessario avere esperienza e sapere ‘dove mettere le mani’.

In tempi così veloci, evidentemente, tu non hai il tempo di imparare perché il tuo primo obiettivo deve essere quello di ottimizzare al meglio le tue risorse. 

E se pensi che tu ne possa fare a meno, prova a vedere cosa fanno i tuoi concorrenti. Chi ha capito l’importanza di questa figura parte ovviamente avvantaggiato. Non tutto è, però, perduto. Puoi comunque recuperare il terreno perduto partendo ora.

Perché, se la strada che hai attuato fino a ora è sbagliata, non c’è alcun motivo reale per battere sullo stesso terreno. A meno che tu non sia masochista. 

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Finanziamenti a Fondo Perduto, cosa è cambiato dopo il decreto rilancio

Premessa: è sempre difficile ottenere un finanziamento a Fondo Perduto. Soprattutto di questi tempi. Però, con il decreto Rilancio, si è cercato di mettere una toppa a una situazione economica non certo facile per via della pandemia.

Infatti, sono cambiate un bel po’ di cose in merito a ciò. Andiamo a vedere!

Chi può accedervi

Non tutti, ovviamente, possono accedere al finanziamento a Fondo Perduto. Infatti, prima di tutto è necessario avere una regolare partita IVA. Partita IVA che, però, deve riguardare attività d’impresa, di lavoro autonomo oppure il settore agrario. 

Invece, non possono fare richiesta di un finanziamento coloro che hanno chiuso l’attività il giorno in cui vorrebbero presentare l’istanza, gli Enti Pubblici, gli intermediari e coloro che percepiscono le varie indennità derivanti dal Covid-19.

Ancora: non possono fare richiesta di accesso tutti i dipendenti e i professionisti che sono iscritti a enti previdenziali di diritto privato. 

Le condizioni per accedervi

Fatta la dovuta distinzione tra i vari liberi professionisti, muniti di partita IVA, è necessaria fare una ulteriore cernita. Significa che ciò che abbiamo sopra è la condizione necessaria ma non sufficiente per poter accedere al finanziamento.

Infatti, bisogna anche rispettare dei parametri economici. E ciò viene ben specificato nella legge. Coloro che, nel 2019, hanno avuto dei ricavi o dei compensi superiori a 5 milioni di euro sono fuori. Sono dentro, invece, coloro che ad aprile 2020 abbiamo avuto un crollo del fatturato di almeno i 2/3 rispetto allo stesso mese del 2019.

Non è tutto. Se non hai questi requisiti ma hai cominciato un’attività dal primo gennaio 2019, puoi comunque effettuare la richiesta. Un’altra condizione è anche quella di avere il domicilio in tutte quelle zone dichiarate zona rossa prima del lockdown totale. 

A quanto ammonta il contributo

Ci rientri? Benissimo, ora vorrai sapere a quanto ammonta il contributo. Al di là di tutto il linguaggio burocratico, proviamo a spiegartelo noi in parole semplici. Il finanziamento a fondo perduto non è fisso ma viene calcolato in base a una percentuale sulla differenza tra il fatturato (e i corrispettivi) dell’aprile 2020 rispetto a quelli di aprile 2019.

Anche la percentuale cambia a seconda di determinate condizioni. Si arriva al 20% se i ricavi non superano i 400mila euro nel periodo di imposta 2019. La percentuale scende del 15% se sei nella fascia tra i 400mila e il milione di euro. Mentre si arrivava al 10% tra il milione e i 5 milioni di euro. 

In ogni caso, però, c’è una base minima sotto la quale non si può scendere: il finanziamento non può essere inferiore ai 1000 euro per le persone fisiche e 2000 euro per tutte le altre categorie. Ovviamente, i soldi che riceverai non faranno reddito e, praticamente, a fini fiscali è come se non esistessero. 

Come si fa la domanda

Passiamo, ora, all’ultimo punto. Fare la domanda per il finanziamento a Fondo Perduto non è semplice. E, per questo, si sono generate un bel po’ di polemiche. Innanzitutto, c’è da dire che l’organo di controllo sarà l’Agenzia delle Entrate. Infatti, tutte le persone che vorranno aderire all’iniziativa dovranno, entro 60 giorni dall’avvio della pratica, fare un’istanza proprio all’Agenzia delle Entrate per segnalare che si posseggono tutti i requisiti. 

La segnalazione deve essere fatta in via telematica. Inoltre, bisogna anche fare l’autocertificazione di essere in regola con le normative antimafia. Per velocizzare il tutto, il Ministero dell’Interno, quello delle Finanze e l’Agenzia delle Entrate hanno definito dei protocolli di intesa, in modo che la liquidità possa arrivare subito. 

Se, però, l’Agenzia delle Entrate dovesse notare delle irregolarità dal punto di vista fiscale, verrà immediatamente bloccata la somma e si avvieranno le procedure di recupero dei soldi. Nel caso di un’autocertificazione antimafia falsa, si rischia la reclusione fino a 6 anni. Oltre, ovviamente, alla restituzione dei soldi. 

I soldi richiesti arriveranno dall’Agenzia delle Entrati direttamente sul conto corrente bancario o postale che deve essere intestato al beneficiario. 

Come abbiamo visto, ottenere un prestito a fondo perduto non è molto semplice, ma con le dovute accortezze è possibile farlo. Se rientri nei requisiti, sarebbe davvero un peccato lasciarsi sfuggire questa occasione di ‘respiro’ per le tue finanze.

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Nuovi modelli Ottobre 2020, quali usciranno nei prossimi giorni?

Il mese di ottobre dell’anno 2020 sarà un periodo ricco di novità per il settore delle automobili. In questo articolo ti mostreremo tutti i nuovi modelli a quattro ruote in uscita. Tra le novità figurano vetture sportive, sport utility e ibride a bassi consumi.

I nuovi modelli di automobili saranno ben dieci, di cui i maggiori protagonisti saranno le ibride e alla motorizzazione elettrificata. Elencheremo non soltanto la tipologia, bensì anche le sue caratteristiche tecniche e il prezzo di listino.

Lista delle 9 nuove automobili per ottobre 2020

  1. Ford Explorer: sensibilità ambientale e la miglior tecnologia americana che si potesse implementare in una sola cosa. La vettura si presenta con il suo design lussuoso, capiente (7 posti) e sport utility. Il consumo di benzina è 6,6 L/100 km con velocità massima di 230 km/h. Il prezzo a partire da 81.000€
  2. Suzuki Across: da poter ordinare anche in Italia, la sport utility della società giapponese le cui caratteristiche sono incredibili, una ibrida plug-in da 306 Cv di potenza totale e accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 6 secondi. Il motore è a benzina di 2.5 e 185 Cv di potenza. Da listino a 58.900€.
  3. Cupra Formentor: il crossover sportivo realizzato dalla nuova società spagnola in una versione tutta da apprezzare. La sua motorizzazione è ampia, a disposizione anche la ibrida plug-in. Il prezzo di listino parte da 46.250€.
  4. Hyundai Santa FE: nonostante le sue dimensioni siano imponenti (con capienza di 7 posti) il design riesce a farla apparire compatta. La vera sorpresa di questa vettura? La sua trazione integrale con controllo elettrico (dall’acronimo Htrac). Con la sola manopola Terrain Mode Selector, si potrà guidare su tutte le tipologie di terreni. Il motore è 2.2 diesel con 200 Cv di potenza. Acquistabile a partire da 52.200€.

La formula del noleggio a lungo termine con o senza anticipo, garantisce a chi noleggia molti PRO, tra cui: assicurazione auto, bollo auto e manutenzione compresa in una sola rata mensile.

Un’ottima soluzione soprattutto per poter risparmiare un po’ di soldi, riuscendo ad avere delle nuove automobili.

  1. Peugeot 5008: la società automobilistica ha voluto per questo modello, creare un connubio perfetto tra SUV dal design grintoso e tecnologia. All’interno dell’abitacolo si potrà selezionare una modalità tra Normal, Sport ed Eco. La vera innovazione sta nel “Night Vision”, con la possibilità di guidare di notte in totale sicurezza.

    Si potrà scegliere la motorizzazione a benzina in versione PureTech Turbo 130 il cui cambio è manuale o Eat8 a otto rapporti o ancora PureTech 180. A gasolio la soluzione prevede BlueHDi 130 con cambio Eat8. Il listino parte da un minimo di 31.750€.
  2. Audi A3 1.0 MHEV: la casa automobilistica tedesca non poteva che far uscire per ottobre 2020, il suo prezioso modellino che ricorda tanto il look sportivo della A3 Sportback e l’innovativo mezzo mild hybrid. La vettura MHEV raggiunge 110 Cv di potenza e 200 Nm di coppia.

    Si registra una accelerazione che va da 0 fino a 100 km/h in 10,6 secondi. Il listino ufficiale parte da 30.150€.
  3. Toyota GR Yaris: il cuore pulsante è formato da tre cilindri benzina turbo da ben 1.618 cmc e la potenza di cui dispone è pari a 261 Cv. Non meno importante è la presenza di due differenziali autobloccanti di tipologia meccanica. Uno al retrotreno e un altro all’avantreno. Il costo parte da 39.900€.
  4. BMW Serie 4: il modello tedesco in uscita ad ottobre 2020, amplierà le sue dimensioni, tra cui la capienza del bagagliaio che arriverà fino a 30 litri. Il sistema operativo in versione 7.0 consentirà di gestire ogni feature digitale, tutto grazie al suo Control Display. Si parte dal prezzo di 50.750€, tenendo in considerazione dalla motorizzazione elettrica e supplementare di 11 Cv.
  5. Fiat 500 elettrica: la società automobilistica italiana, per questo nuovo modello ha preferito allungare leggermente il veicolo, ampliando l’abitacolo, pur mantenendo la compattezza per la quale è conosciuta. Grazie al suo motore elettrico da ben 87 Kw (118 Cv) permette di passare da 0 a 100 km/k in solamente 9 secondi. Per poterla ottenere si parte da 34.900€.

Ti piacciono i nuovi modelli di auto di ottobre 2020? Con l’occasione, potresti osservare nuovi bandi per poter spingere all’acquisto di vetture elettriche. Un po’ come l’incentivo fino a 20.000€ in Piemonte.

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Le migliori VPN: ecco come sceglierle

Praticamente tutti ne avrete sentito parlare, l’avete sentita nominare almeno una volta, ma probabilmente non sapete cosa sia di preciso. Ecco perché siamo qui per aiutarvi.

Stiamo parlando delle VPN (ti lascio un’ottima classifica delle migliori VPN del mese), le reti private che si stanno diffondendo tanto negli ultimi tempi e che per qualcuno sembra siano diventate imprescindibili. Ma di cosa si tratta di preciso?

Scopriamolo insieme!

Che cos’è una rete VPN

VPN sta per Virtual Private Network, ed indica una rete privata virtuale che riesce a garantire massima sicurezza, privacy e quindi anonimato per quanto riguarda la navigazione in internet.

La VPN sfrutta un canale di comunicazione apposito, il quale si fonda su una infrastruttura di rete che in realtà è pubblica. La rete in questione è capace di criptare il traffico in internet e quindi rendere la propria identità online assolutamente anonima.

La rete VPN è capace di nascondere in maniera pratica il proprio indirizzo IP quando si naviga in internet: il traffico dati, le informazioni personali, tutto ciò che si sta facendo online rimane assolutamente anonimo e soprattutto viene nascosto all’azione dei criminali informatici, i cosiddetti hacker. 

Le VPN riescono a creare dei collegamenti particolari, ovviamente virtuali, per accedere alle credenziali private da usare: la connessione sicura, infatti, riuscirà a connettersi ad uno dei server VPN appositi che fungerà da filtro, per poi farvi collegare normalmente ad internet. Un’operazione che ovviamente è praticamente automatica, ma rende ancora più chiari i funzionamenti di questo tipo di connessione sicura. La VPN, come detto, è sempre anonima e sicura. Difatti, presenta delle particolari similitudini con la rete locale privata LAN, soltanto che si parla in ambiti molto più ampi. I pacchetti di dati vengono trasferiti nell’ordine di paesi e nazioni intere. 

Quando si usano le VPN?

Ma quand’è che sarebbe d’uomo utilizzare delle connessioni VPN? Le ragioni sono molteplici, ma va detto che principalmente le connessioni di questo tipo vengono utilizzate prevalentemente in ambito aziendale e per quanto riguarda l’amministrazione pubblica. Sono connessioni molto meno costose e garantiscono totale sicurezza.

La VPN è utilizzabile sfruttabile anche a distanza, ecco perché molte aziende l’adoperano per i loro dipendenti, i quali magari lavorano in smartworking.

Ma non solo aziende, le VPN stanno spopolando anche tra i privati. Questo perché navigare in rete può riservare delle brutte sorprese e molte più persone hanno deciso di tutelarsi: in tanti, infatti, hanno deciso di affidarsi ad una VPN per poter navigare in sicurezza. Ma non è tutto.

Le VPN, a parte il discorso legato alla sicurezza, permettono un altro vantaggio da non sottovalutare: stiamo parlando del geoblocking. Queste, infatti, permettono di aggirare le restrizioni geografiche, consentendo l’accesso ad internet da qualsiasi parte del mondo, a prescindere dal Paese d’appartenenza.

Altro servizio che viene reso disponibile è quello di poter scegliere tra i protocolli disponibili per la connessione. 

Come scegliere

Le VPN si suddividono in due categorie, ovvero quelle ad “accesso remoto” e quelle “site-to-site”.  Scegliere tra le migliori Vpn può essere arduo, ma è importante tenere a mente questa distinzione.

Le prime sono connessioni ad accesso remoto che permettono agli utenti di accedere ad un server di una rete privata semplicemente attraverso la rete internet.

Questa permette una connessione sicura e privata. Nella fattispecie, può essere usata per connettersi al server dell’azienda per cui si lavora e trovare tutti i dati e i file utili a lavorare a distanza.

Il secondo casi, invece, viene utilizzato principalmente per connettersi ad una rete privata attraverso un router personalizzato e quindi privato: ogni sede da utilizzare, quindi, necessiterà di un router personalizzato adatto allo scopo. Insomma, si può ottenere una connessione totalmente sicura, posizionando un router nelle sedi interessate.